Capitolo 6: I PARTITI

A) Il libro

 
PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

1

I partiti che candidati propongono?

Persone che hanno:

  • comprovata onestà, serietà, affidabilità, …;
  • comprovata esperienza, capacità in determinati settori, …,

persone perciò che possono essere utili alla comunità?

Oppure persone:

  • insoddisfatte del proprio lavoro, o della mancanza di lavoro, che cercano nella politica quei risultati che non sono stati in grado di ottenere nella vita quotidiana?
  • che ritengono, avendo facilità di parola, di essere in grado di gestire, ma che invece sanno appena criticare?

 

Quali di queste persone potrebbero essere chiamate a decidere anche del nostro futuro?

 

Recenti scandali hanno evidenziato che parecchi politici, che occupano posti di rilievo nei partiti, si sarebbero comportati scorrettamente: corruzione, peculato, .... E’ perciò indispensabile che i partiti inseriscano nelle loro strutture solo persone di chiara fama e di riconosciuta onestà.

La selezione dei candidati da sottoporre al voto, che deve essere molto attenta, spetta ai partiti. Se in un partito dovesse esserci più di un determinato numero di politici dichiarati colpevoli, il partito dovrebbe essere corresponsabile. Se la selezione si rivela negativa, dovrebbe essere negativo anche il partito.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (91)
99%

NO (1)
1%

Voti totali: 92

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

2

I partiti sono già costituiti prima delle elezioni, sia a livello nazionale sia locale, ed hanno già la loro struttura decisionale. Gli eletti dovrebbero entrare a far parte della struttura decisionale.

Per il popolo diventerebbe molto importante conoscere la struttura decisionale dei singoli partiti, perché dopo le elezioni dovrebbe essere questa che decide effettivamente, invece degli incaricati del popolo, che presumibilmente potrebbero avere poca autonomia decisionale.

Tutti i partiti dovrebbero pubblicare in rete la loro struttura decisionale, sia prima sia dopo le elezioni.

In questo modo il popolo saprebbe a chi, effettivamente, ha assegnato l’incarico.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (92)
99%

NO (1)
1%

Voti totali: 93

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

3

Per molti anni siamo stati governati dai “partiti politici”. Ultimamente siamo stati governati dai “tecnici”.

Questa esperienza ci ha fatto comprendere che i governi guidati dai “partiti politici” potrebbero non essere più sufficienti.

I problemi da gestire in un confronto globale sono molto complessi. Solo persone con molta esperienza e capacità, e perciò molto competenti negli incarichi specifici, dovrebbero essere in grado di affrontare le prossime sfide. Solamente governi guidati da “partiti tecnici-politici” potrebbero in futuro dare fiducia alla comunità.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (91)
100%

NO (0)
0%

Voti totali: 91

B) Ulteriori approfondimenti

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

1

Il partito, prima delle elezioni, dovrebbe fornire i seguenti dati agli elettori perché possano esprimere correttamente il proprio voto:

  1. i nominativi dei membri della propria “struttura decisionale”;

  2. i nominativi dei candidati;

  3. il programma operativo che, nel caso di vittoria elettorale, si impegnerà a realizzare;
  4. il/i nome/i del/dei partito/i con il/i quale/i

  • potrebbe accordarsi se non raggiungesse l’autonomia elettorale;
  • assolutamente non si accorderebbe.

 

Il partito, dopo le elezioni, dovrebbe:

  1. coordinare le azioni degli eletti affinché realizzino il programma indicato;
  2. controllare che il comportamento degli eletti sia corretto;

  3. integrare il programma operativo.

 

  1. Come scritto nel libro: “Per il popolo diventerebbe molto importante conoscere la struttura decisionale dei singoli partiti, perché dopo le elezioni dovrebbe essere questa che decide effettivamente, invece degli incaricati del popolo, che presumibilmente … potrebbero avere poca autonomia decisionale.”.
  2. I partiti, scegliendo i candidati, hanno la responsabilità del controllo del comportamento che hanno tenuto prima delle elezioni (onestà, capacità, …). Se dovesse emergere che nel passato il singolo candidato si è comportato scorrettamente, il singolo candidato risulterebbe negativo per la comunità, e conseguentemente il partito che l’ha scelto risulterebbe negativo per la comunità.
  3. Il programma operativo è l’impegno che il partito si assume nei riguardi degli elettori per realizzarlo durante la legislatura. Il programma operativo, che comprensibilmente è di fondamentale importanza, dovrebbe essere molto chiaro, ampio e particolareggiato. L’elettore potrebbe condividerlo completamente, ma potrebbe anche accadere, e ciò potrebbe essere abbastanza probabile, che l’elettore non gradisse tutti i punti del programma operativo. Se l’elettore desse il voto al partito, il partito, attuando il programma indicato, ovviamente non terrebbe conto del desiderio dell’elettore e perciò l’elettore non si sentirebbe correttamente rappresentato. Se l’elettore non desse il voto al partito, se il partito raggiungesse comunque la maggioranza per governare, attuando il programma indicato, scontenterebbe comunque quella persona. In conclusione quell’elettore troverebbe insoddisfatte alcune delle proprie aspettative. Cosa fare? In una democrazia più partecipativa, i vari punti del programma operativo del partito perennemente dovrebbero essere pubblicati in rete. Ogni persona dovrebbe poter esprimere il proprio parere in merito ad ogni punto del programma, intervenendo direttamente. Il singolo punto del programma dovrebbe essere gestito dal partito rispettando il criterio di “maggioranza” degli interventi. Il criterio di maggioranza dovrebbe “consigliare” il partito di tenere/modificare/togliere quel punto del programma operativo. Il programma operativo del partito, pubblicato in rete, dovrebbe essere il programma operativo che il partito indica in caso di elezioni.
  4. E’ un punto fondamentale perché l’elettore deve sapere con certezza a chi assegna effettivamente il voto.
  5. Il partito ha il dovere, per l’impegno assunto, di attuare nel più breve tempo possibile il programma operativo.
  6. I partiti, scegliendo i candidati, hanno l’obbligo di controllare il comportamento degli eletti anche durante lo svolgimento del loro mandato. Se il singolo eletto dovesse comportarsi scorrettamente risulterebbe negativo per la comunità, e conseguentemente il partito che l’ha scelto risulterebbe negativo per la comunità.
  7. Come detto, il programma operativo dovrebbe essere pubblicato in rete; quello attuato dal/i partito/i che ha/hanno vinto le elezioni dovrebbe essere quello indicato prima delle elezioni. Al programma operativo iniziale potrebbero essere aggiunti, durante la legislatura, anche altri punti, che dovrebbero essere considerati sempre con il criterio di “maggioranza”.

Nella democrazia più partecipativa il popolo si sentirebbe più coinvolto e perciò più soddisfatto.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (74)
100%

NO (0)
0%

Voti totali: 74