Capitolo 5: I POLITICI

A) Il libro

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

1

Il politico eletto (nazionale e regionale), per le sue prestazioni, percepisce dei compensi da parte dello Stato. Questi compensi dovrebbero essere (per l’incertezza dei dati):

  • l’emolumento di base;
  • l’indennità di carica e/o le indennità aggiuntive di funzione (commissioni, capigruppo, …);
  • i rimborsi spese (carburante, vitto, ...),

        inoltre:

  • il vitalizio (con il principio della reversibilità);
  • l’indennità di fine mandato.

Inoltre anche la disponibilità relativa ai fondi assegnati ai gruppi politici consiliari.

 

Sono importi elevati.

 

La democrazia è il potere - governo del popolo.

I compensi dei politici eletti sono decisi dal popolo?

Gli eletti, nell’ambito nazionale e locale, possono promulgare le leggi che desiderano relative:

  • ai loro compensi;
  • agli altri loro emolumenti accessori,

senza coinvolgere gli elettori, cioè il popolo. E’ accettabile che possano comportarsi in questo modo?

Tutte le leggi relative:

  • ai compensi
  • agli altri emolumenti accessori

dei politici eletti dovrebbero essere effettuate con il consenso popolare.

I compensi e gli altri emolumenti accessori dovrebbero essere stabiliti, a livello nazionale, come indicato nel successivo “capitolo 16: I lavoratori e i sindacati” (vedi libro), considerando il valore medio degli stessi praticato nell’Unione Europea.

In particolare i rimborsi spese dovrebbero essere legati all’effettiva presenza in aula e documentati con precisione, e dovrebbero avere dei limiti di spesa (non forfettari).

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (85)
99%

NO (1)
1%

Voti totali: 86

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

2

Per quanto riguarda i costi regionali, questi variano molto da regione a regione.

Sono importi elevati.

Non è accettabile che un lavoro simile sia compensato in modo diverso nelle varie regioni d’Italia.

I compensi dovrebbero essere uguali in tutte le regioni d'Italia.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (80)
98%

NO (2)
2%

Voti totali: 82

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

3

Chi sceglie l'attività pubblica dovrebbe concedere la massima trasparenza al proprio stato patrimoniale?

Chi sceglie l’attività pubblica dovrebbe concedere la massima trasparenza al proprio stato patrimoniale, sia quando assume l’incarico, sia allo scadere di ogni anno di attività, e sia al termine dell’attività.

Questi dati dovrebbero essere pubblicati in rete perchè tutti gli italiani possano verificarli.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (81)
100%

NO (0)
0%

Voti totali: 81

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

4

Il politico inquisito.

Il politico, qualora venisse inquisito dalla magistratura, dovrebbe essere sospeso immediatamente da ogni incarico pubblico. Una “speciale commissione” costituita da giudici ordinari nominati con criterio casuale fra quelli già in ruolo (i politici dovrebbero essere giudicati dagli stessi giudici dei cittadini “normali”), dovrebbe giudicare il politico in tempi brevi (ad esempio entro il termine massimo di sei mesi). Per la delicatezza del caso, la magistratura prima d’inquisirlo dovrebbe aver raccolto ragionevoli prove di colpevolezza. L’esito del giudizio dovrebbe essere reso pubblico. Se il politico dovesse essere dichiarato:

  • non colpevole, immediatamente dovrebbe essergli riassegnato l’incarico, e dovrebbe ricevere un congruo risarcimento danni da parte di chi lo ha fatto inquisire;
  • colpevole, oltre alla relativa sanzione, particolarmente gravosa ed esemplare, dovrebbe essere allontanato a vita da ogni incarico pubblico.

I recenti scandali e comunque la prudenza evidenziano che la comunità dovrebbe avere maggior interesse a salvaguardare se stessa dal comportamento scorretto dei politici, piuttosto che salvaguardare i politici stessi. Per la comunità dovrebbe essere preferibile che un singolo politico, eccezionalmente, possa subire un comportamento scorretto, piuttosto che tutta la comunità possa subire le scorrettezze dei politici.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (83)
100%

NO (0)
0%

Voti totali: 83

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

5

Il candidato inquisito.

Nessuna persona dovrebbe poter candidarsi ad un incarico pubblico (elettivo o operativo), se inquisita dalla magistratura. Per evitare azioni scorrette, se una persona fosse costretta a rinunciare a un incarico pubblico perché inquisita dalla magistratura, ma poi risultasse non colpevole, dovrebbe ricevere un congruo risarcimento danni da parte di chi l’ha fatta inquisire. Il giudizio dovrebbe essere svolto con le stesse regole anzidette.

I recenti scandali e comunque la prudenza evidenziano che la comunità dovrebbe avere maggior interesse a salvaguardare se stessa dal comportamento scorretto dei politici, piuttosto che salvaguardare i politici stessi. Per la comunità dovrebbe essere preferibile che un singolo politico, eccezionalmente, possa subire un comportamento scorretto, piuttosto che tutta la comunità possa subire le scorrettezze dei politici.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (82)
98%

NO (2)
2%

Voti totali: 84

B) Ulteriori approfondimenti

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

1

Il popolo, con il voto, rinuncia al suo diritto di governare direttamente e dà “mandato” a “persone di sua fiducia” affinché provvedano ad assicurargli una vita normale (sanità, istruzione, pubblica amministrazione, lavoro, …).

Le “persone di sua fiducia” sono compensate (anche in modo consistente) per svolgere il mandato; quindi hanno il dovere di svolgere l’incarico con il massimo impegno.

Chi ha ricevuto il mandato, essendo compensato, ha l’obbligo di fornire il rendiconto delle mansioni svolte.

Quindi il mandatario dovrebbe giustificare le proprie azioni.

Il mandatario non potrebbe:

  • attribuire colpe alle situazioni internazionali, perché uno dei compiti primari affidati al mandatario è: considerare le situazioni internazionali e provvedere affinché non diventino negative;
  • attribuire colpe alle situazioni nazionali, perché uno dei compiti primari affidati al mandatario è: considerare le situazioni nazionali e provvedere affinché non diventino negative.

Non si possono neanche “immaginare” comportamenti scorretti da parte di chi ha ricevuto il mandato! Se ci dovessero essere, i colpevoli dovrebbero avere sanzioni particolarmente gravose ed esemplari.

Se gli obiettivi indicati nel mandato (programma elettorale concordato con gli elettori) non dovessero essere raggiunti, il mandatario dovrebbe dimostrare di aver fatto tutto il possibile per raggiungerli. Altrimenti ne risulterebbe responsabile e perciò dovrebbe sottostare alle relative conseguenze.

 

Sondaggio

Concordi con la proposta?

SI (65)
100%

NO (0)
0%

Voti totali: 65