Capitolo 4: LA CRISI ECONOMICA

A) Il libro

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

1

La “crisi” è una parola che si dovrebbe pronunciare con molta cautela, perché tende a deprimere i mercati, cioè i consumi.

Nella fase di espansione dei mercati, le persone acquistano oggi perché ritengono che domani i prezzi possano aumentare. Nella fase di crisi, le persone aspettano ad acquistare perché ritengono che domani i prezzi possano calare; quindi attendono, attendono … e la crisi dei mercati continua, anzi aumenta!

E’ necessario che i mercati finanziari percepiscano la volontà e la capacità del governo e di tutti gli operatori economici, di adoperarsi per far uscire prima possibile l‘Italia dalla crisi, perché se lo “spread” si alza, i sacrifici degli italiani serviranno solo per pagare gli interessi del debito pubblico.

 

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PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

2

La crisi è complessa e perciò riteniamo che non si possa pensare di risolverla con poche proposte.

Dovrebbe essere necessario:

  • riunire tutte le parti interessate alla ripresa economica (il governo, gli industriali, gli artigiani, i commercianti, i sindacati, ...), per concordare strategie generali. Tutti dovrebbero presentare sia le proprie richieste sia le proprie proposte, ritenute utili per cercare di uscire dalla crisi. Tutte queste richieste e queste proposte dovrebbero essere esaminate congiuntamente, e le più significative dovrebbero confluire in un’unica “proposta generale”. La “proposta generale” dovrebbe essere resa pubblica; da lì bisognerebbe partire per cercare di superare la crisi, da lì ogni partecipante dovrebbe “fare la sua parte”, da lì gli operatori e la popolazione dovrebbero riacquistare la fiducia per uscire dalla crisi;
  • riscrivere le regole dei mercati mondiali. Bisognerebbe che si riunissero sia le nazioni “storiche” sia quelle emergenti, con buona volontà da parte di tutte, per riorganizzare i mercati mondiali. Con la globalizzazione l’intervento locale non può essere risolutivo. Poiché non si può pensare che, almeno in breve tempo, ci possano essere modificazioni sostanziali ai sistemi produttivi, bisognerebbe che anche le nazioni del mondo occidentale potessero ritornare a essere normalmente produttrici. Altrimenti le implosioni di queste potrebbero trascinare anche le nazioni emergenti (che potrebbero avere altri problemi non meno dirompenti: richiesta di crescita economica da parte delle categorie lavoratrici, ...). Pure le nazioni emergenti, perciò, dovrebbero essere interessate a risolvere la situazione, e conseguentemente essere disponibili ad accettare eventuali sacrifici.

Le nazioni dell’Europa, finché continueranno a proporsi individualmente nei mercati mondiali, alle volte addirittura con interessi contrapposti, non potranno incidere significativamente nelle decisioni importanti. Solo l’unione politica delle nazioni partecipanti all’Unione Europea, permettendo a loro di presentarsi con un’unica voce, dovrebbe consentire di aumentare la considerazione nelle decisioni.

 

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B) Ulteriori approfondimenti

 

PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

1

Nel libro è scritto: “ … per sconfiggere la crisi è necessario affrontarla con determinazione e soprattutto bisogna verificare congiuntamente tutte le cause della crisi e tutte le conseguenti proposte per superarla”.

Il primo problema che va considerato è la “situazione economica” dell’Italia e in particolare il debito pubblico.

A quanto ammonta il debito pubblico attuale?

Che quota di debito pubblico può essere considerata fisiologica?

Qual è la quota del debito pubblico che deve preoccupare gli italiani?

Quanto costa il debito pubblico di interessi l’anno?

Che quota di questi interessi può essere considerata fisiologica?

Qual è la quota di interessi l’anno che deve preoccupare gli italiani?

Se non teniamo conto di questa situazione, uscire dalla crisi sarà solo un’illusione. Ricordiamo, come scritto nel libro, che: “ …se lo spread si alza, i sacrifici degli italiani serviranno solo per pagare gli interessi del debito pubblico”.

Quindi il debito pubblico va ridotto.

 

Il secondo problema è cercare le risorse economiche per agire.

Evasione fiscale.

Nel libro è scritto: “Se lo Stato intendesse manifestare alla comunità la volontà di risolvere effettivamente il problema, dovrebbe agire in modo molto deciso”. Ribadiamo: “risolvere effettivamente il problema”. Si può fare, basta volerlo!

Siccome purtroppo è finito il tempo delle “vacche grasse”, i politici e i partiti, se il popolo decidesse di diventare più partecipativo e di controllarli, dovrebbero attivare quanto necessario per risolvere effettivamente il problema.

L’evasore fiscale è un parassita, un ladro che ruba ad ognuno di noi, e come tale va denunciato e sanzionato in modo esemplare.

 

Contenimento delle spese.

E’ finito il tempo delle “vacche grasse”!

Tutte le spese del “sistema pubblico” dovrebbero essere pubblicate in rete per consentire di verificare:

  • che siano eliminate le inefficienze;
  • la congruità dei compensi di tutti gli addetti.

Tutti gli addetti al sistema pubblico, se il popolo decidesse di diventare più partecipativo e di controllarli, dovrebbero tenerne conto.

L’inefficiente è un parassita, un ladro che ruba ad ognuno di noi, e come tale va denunciato e sanzionato in modo esemplare. L’incongruità dei compensi, come l’inefficienza, è negativa per la comunità.

La corruzione, il peculato, …, sono reati che tolgono molte risorse e sono talmente gravi per la comunità, che dovrebbero essere sanzionati in modo particolarmente esemplare.

Il “sistema pubblico” deve avere i controllori. Come scritto nel libro, i controllori che hanno: “ … il dovere e perciò l’obbligo di controllare”, se il popolo decidesse di diventare più partecipativo e di controllarli, dovrebbero tenerne conto.

 

Tassazione.

E’ talmente elevata che si potrà pensare solo di ridurla.

 

Conclusione.

Le risorse per superare la crisi potranno essere di entità rilevante, ma non potranno essere disponibili tutte immediatamente. Perciò, definite e attivate le manovre anzidette e ipotizzate le entità e i tempi della loro disponibilità, il Governo potrebbe intervenire provvisoriamente sul debito pubblico (con la massima trasparenza); in tempi definiti, quanto prelevato dovrebbe essere restituito e una quota prestabilita delle dette risorse dovrebbe servire anche per ridurre il debito pubblico stesso.

 

Il terzo problema è rimettere in funzione l’apparato produttivo, per ridurre la disoccupazione e ridare liquidità e fiducia agli italiani.

Se, come detto, l’evasore fiscale dovrebbe essere sanzionato, invece chi dà lavoro dovrebbe essere premiato.

Quindi, per superare la crisi, chiunque dà lavoro dovrebbe ricevere un beneficio economico in proporzione al numero di lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato.

 

Ma questo non basta.

Siccome questa crisi è strutturale e non solo nazionale, come scritto nel libro, bisognerebbe anche:

  • “riunire tutte le parti interessate alla ripresa economica (il governo, gli industriali, gli artigiani, i commercianti, i sindacati, …) per concordare delle strategie generali.”;

  • “riscrivere le regole dei mercati mondiali.”.

 

Alla fine di tutto questo bisognerebbe:

  • “evidenziare gli interventi eseguiti a favore della ripresa economica e poi, per favorire il consumo, stimolare la popolazione ad avere fiducia nella ripresa economica.”;

  • “… convincere la popolazione che anche la crisi attuale può essere superata, ma è necessario il contributo di tutti; governo, attività pubbliche, attività private e … anche i consumatori.”.

 

 

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