Capitolo 17: LA SCUOLA

A) Il libro

 
PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

1

Il compito primario della scuola è di istruire gli allievi affinché possano avere una cultura generale e specifica.

I compiti della scuola, però, dovrebbero essere anche altri.

I compiti della scuola dovrebbero essere anche altri:

  • educare affinché sia compreso che danneggiare i beni pubblici è una violazione che costa alla comunità, cioè a ognuno di noi;
  • educare affinché sia compreso che il comportamento delle persone deve essere rispettoso delle regole stabilite dalla comunità, perché le eventuali violazioni costano alla comunità, cioè a ognuno di noi;
  • educare affinché sia compreso che non pagare le tasse e quant’altro stabilito dallo Stato è una violazione che costa alla comunità, cioè a ognuno di noi. E’ molto importante che il concetto di evasione fiscale sia subito compreso dai giovani, perché combatterla è compito anche loro;

La scuola però dovrebbe avere anche un’altra funzione molto importante: controllare l’evoluzione comportamentale di ogni allievo.

In Italia c’è l’obbligo di frequenza scolastica fino a 16 anni.

Se la scuola dovesse accorgersi che il comportamento di qualche allievo non è corretto (assenze ingiustificate, assenze prolungate, impreparazione scolastica, arroganza, ...), dovrebbe comunicarlo ad una struttura operativa (psicologo, assistente sociale, …), che dovrebbe avere la possibilità e l’autorità di seguire le situazioni anomale. L’allievo che si comporta scorrettamente, abbandonato a se stesso, potrebbe diventare un malvivente, e quindi costituire un problema per la comunità sia per oggi sia per domani. Anche i familiari di tale allievo dovrebbero essere controllati, sia per aiutarli a superare eventuali difficoltà, sia per verificare se pure loro possano costituire un problema per la comunità.

In questo modo lo Stato avrebbe la possibilità di seguire dall’inizio i comportamenti delle singole persone, per dedicare maggiore attenzione ai casi più critici, e risolverli al momento dell’insorgenza.

 

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PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

2

Molte volte ci lamentiamo che:

  • i programmi scolastici annuali difficilmente vengono completati;
  • alcuni insegnanti sono palesemente incapaci di insegnare;
  • gli insegnanti lavorano “solo” 18 ore alla settimana nelle scuole secondarie e hanno 3 mesi di vacanza;

Per evitare le carenze scolastiche d’insegnamento, un organismo specifico dovrebbe vigilare sul comportamento degli insegnanti, valutando il merito e, nei casi estremi, anche disponendo il licenziamento degli insegnanti incapaci. E’ più corretto salvaguardare un insegnante incapace o salvaguardare i suoi incolpevoli allievi?

Per evitare le critiche all’impegno lavorativo, bisognerebbe che gli insegnanti restassero a scuola per 30/36 ore alla settimana. Di queste, 18 ore potrebbero essere di insegnamento diretto in classe, e le rimanenti potrebbero essere dedicate alla preparazione delle lezioni, alla correzione dei compiti, agli incontri collegiali, …; così emergerebbe tutto il lavoro sommerso e gli insegnanti potrebbero ottenere maggiore credibilità e considerazione sociale. Chi non desiderasse questo ampliamento dell’orario potrebbe mantenere le 18 ore, ma con uno stipendio commisurato.

Gli insegnanti sono in servizio a tutti gli effetti dal 1/settembre al 30/giugno, per cui i mesi di vacanza sono 2; sono ancora meno per i professori delle superiori impegnati negli esami di Stato.

 

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PROBLEMI PROPOSTE DI SOLUZIONE

3

Purtroppo spesso le lacune scolastiche ci accompagnano per tutta la vita. Nella vita quotidiana, chi ha superato il periodo scolastico difficilmente riesce a recuperare le carenze scolastiche; infatti il poco tempo disponibile normalmente viene utilizzato per approfondire gli argomenti lavorativi.

La televisione di Stato, ora che sono disponibili molti canali, potrebbe sintetizzare in determinate fasce orarie le materie scolastiche più importanti e programmarle in modo da:

  • consentire a chi è desideroso di utilizzare il tempo libero in modo concreto, di recuperare le carenze scolastiche d’insegnamento;
  • “rinfrescare” le nozioni scolastiche che con il tempo sono state dimenticate.

 

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B) Ulteriori approfondimenti

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